Questa è una di quelle stagioni che i tifosi del Siracusa preferirebbero non ricordare. La stagione precedente, conclusa con 10 punti di penalizzazione per inadempimenti finanziari, aveva scoperto una grave crisi societaria, che trovò una apparente soluzione nella cessione del club all'imprenditore adranita Giovanni Alì, già presidente del Troina che aveva perso l'accesso alla serie C prima allo spareggio, poi ai play off. La nuova dirigenza estirpò quasi tutto ciò che c'era di siracusano all'interno del club, sia nei giocatori che nello staff tecnico e dirigenziale, realizzando un vero e proprio esodo da Troina a Siracusa. Il risultato fu orribile sia sul campo, sia fuori. Dirigenti imbarazzanti (6 punti di penalizzazione complessivi), mister Giuseppe Pagana inadeguato per la C e privo dell'abilitazione, per cui coadiuvato da Ezio Raciti, calciatori strapagati ma non all'altezza del compito, squadra allo sbando sotto ogni punto di vista. L'inevitabile e tardivo esonero di Pagana, dopo una contestazione a cui rispose dando il peggio di sé, portò a Siracusa mister Michele Pazienza, con cui si ebbe un minimo progresso nel gioco, ma non nei risultati, e dopo sole 7 partite fu allontanato anche lui. A condurre la squadra fino a fine stagione fu quindi Raciti, il vero artefice di un miracolo sportivo, di cui si ricorda soprattutto l'epica vittoria nel derby casalingo con il Catania e l'elevatissimo rendimento nelle ultime 5 partite (12 punti su 15!) che portarono gli azzurri alla salvezza con una giornata di anticipo. Memorabile la partita col Catanzaro in cui il portiere Diamante Crispino parò 2 rigori nel giro di un minuto e mezzo.
Francesco Bertolo, Luca Bruno, Emanuele Catania, Diamante Crispino, Manuel Daffara, Mariano Fernando Del Col, Pasquale Di Sabatino, Giovanni Fricano, Vincenzo Mustacciolo, Facundo Gustavo Ott Vale, Marco Palermo, Agatino Parisi, Nicolás César Rizzo, Simone Russini, Talla Souaré, Filippo Tiscione, Rodrigo Martin Tuninetti, Marzo Turati, Federico Nahuel Vazquez