La manifestazione per l'orgoglio aretuseo organizzata nel precedente aprile aveva smosso le acque. Durante l'estate l'interesse di politici e imprenditori fecero confluire nuove risorse economiche (e la rizollatura del De Simone) e il nuovo direttore sportivo Antonello Laneri creò una squadra schiacciasassi che Gaetano Auteri seppe guidare magistralmente per quasi tutta la stagione. L'eliminazione al primo turno di coppa fu probabilmente voluta, perché il Siracusa che si vide in campionato già dalle prime apparizioni fu tutt'altra squadra: vittorie a suon di gol, primato solitario dopo poche giornate e fuga senza alcun inseguitore degno di tale appellativo. Durante il corso della stagione vi furono 3 episodi apparentemente inspiegabili che smorzarono l'entusiasmo di una stagione comunque trionfale. Il primo fu la dichiarazione di inagibilità della pensilina della tribuna, con il conseguente abbattimento della stessa. Il secondo fu l'addio del capitano Maurizio De Pascale, poco utilizzato dal mister, dopo essere stato come frontman della campagna abbonamenti. Il terzo, a campionato ormai quasi vinto, fu l'addio dello stesso Auteri, dimissionario. Per il resto della stagione la squadra fu affidata ad Antonello Laneri e Luca Aprile, il campionato fu vinto matematicamente con ben 6 giornate d'anticipo. Gli azzurri riuscirono ad arrivare alla finale di poule scudetto, ma i tafferugli scoppiati nell'intervallo decretarono la fine della partita e della stagione, condannando il Siracusa a giocare per molto tempo in campo neutro le partite interne. Come per tutte le stagioni dell'era Salvoldi, le maglie utilizzate dai calciatori furono date spesso ai tifosi, un bene per tutti, tranne ovviamente per il valore della singola maglia. Ci furono ben tre maglie (verde, nera, grigia) utilizzate ciascuna per un solo incontro. La prima azzurra con decori bianchi e la seconda con colori invertiti, avevano come differenza i calzettoni, a tinta unita per la prima, a righe orizzontali per la seconda. Le decorazioni erano fasce che partivano larghe dal girovita, andavano verso l'alto quasi sui fianchi, stringendosi fino a terminare a punta all'altezza dello sponsor.

Carmelo Accaputo, Vincenzo Berti, Federico Bufalino, Gianluca Catania, Josè Francesco Cianni, Vincenzo Cosa, Emanuele Dalì, Maurizio De Pascale, Massimo Fornoni, Sebastiano Garufi, Gianluca Gaudio, Maximiliano Ginobili, Giorgio Giurdanella, Giovanni Iodice, Nicola Mariniello, Giuseppe Occhipinti, Cosimo Sarli, Luca Siringo, Antonio Strigari