I leoncelli nella Seconda Guerra Mondiale

Il Siracusa dal 1940 allo sbarco alleato
Rudi Miceli

Il 26 maggio 1940 si chiuse l’avvincente stagione di Serie C 1939-40, caratterizzata da una lotta a tre fra Taranto, Siracusa e Salernitana; tale stagione vide i salentini beffare gli azzurri di Giovanni Vecchina di un solo punto ed i campani di due. Classifica definitiva: Taranto 40, Siracusa 39, Salernitana 38 e rossoblù qualificati al girone finale; competizione archiviata con tanti rimpianti per gli aretusei, desiderosi di un riscatto nella stagione seguente.

Tuttavia, esattamente quindici giorni dopo, il 10 giugno, avvenne un fatto che segnò il destino di un’intera Nazione; mentre la tipica calura di fine primavera stava per abbracciare la nostra città, Mussolini dichiarava guerra a Francia ed Inghilterra. Tra le urla di giubilo e di sgomento dei cittadini siracusani, accorsi ad ascoltare le parole del duce giunte dal celebre balcone capitolino di Piazza Venezia, (trasmesse da altoparlanti montati in Piazza Archimede), molti si chiedevano preoccupati “E adesso?” - “Ma tanto è un problema del continente, niautri cà stamu na’ paci” - aggiungeva qualche ottimista, ignorando la presenza di Malta, possedimento di Sua Maestà britannica, a poco più di 100 miglia dalle coste siracusane.

La stagione 1940-41, pertanto, fu il primo campionato in un contesto bellico, ancora in maniera piuttosto marginale. Ciononostante molti giovani calciatori vennero spediti sui vari fronti per difendere il Patrio suolo e ciò comportò lo slittamento dell’inizio dei campionati calcistici ad ottobre inoltrato. Gli azzurri, inseriti nel girone H di Serie C, esordirono in casa con una sconfitta, in un vero e proprio scontro diretto contro il Lecce (20 ottobre 1940, 1-0 per i giallorossi). Azzurri che sette giorni dopo espugnarono il “Corvisea” di Taranto…. sì, proprio coloro che avevano beffato i leoncelli qualche mese prima (ma che non riuscirono a superare il girone finale); il gol di Silvio Mazzoli al 59’ decise le sorti della sfida. Da sottolineare, a fine partita, una mega rissa che vide coinvolti i calciatori aretusei e parte del pubblico locale, sceso in campo dopo aver sopraffatto gli agenti di pubblica sicurezza. Anche lì i leoncelli riuscirono a farsi rispettare, come nei più bei film con Bud Spencer e Terence Hill, mettendo in fuga i facinorosi. Epica la reazione di Gipo Viani, giunto nella duplice veste di allenatore-giocatore (colui che inventò il Vianema), il quale cercò di farsi giustizia imbracciando una bandierina del calcio d’angolo. Presto gli aggressori fuggirono in tribuna e la polizia dovette trattenere i calciatori azzurri che erano partiti all’inseguimento.

Insomma, fu una stagione ricca di emozioni e in cui le vicende belliche non condizionarono più di tanto la vita di tutti i giorni; questa volta però fu il Siracusa ad avere la meglio, in un finale thriller che vide gli azzurri vincere a tavolino per il forfait del Foggia ed il Lecce perdere il derby a Taranto; giallorossi salentini che persero qualche giorno dopo nel recupero di Catania, match al quale assistettero circa duecento supporters siracusani, giunti in terra etnea nella speranza che i cugini facessero il proprio dovere (e così fu, per la gioia dei tifosi aretusei presenti). Siracusa 31, Lecce e Juventina Palermo 30: aretusei pronti a giocarsi la Serie B nel girone finale.

Purtroppo, come da tradizione, per noi non fu una passeggiata. Inseriti nel girone A, perdemmo 2-1 a Prato e 3-2 in casa contro la Pro Patria, ma, grazie alla successiva vittoria per 3-0 a Genova sulla Cavagnaro, gli azzurri poterono ancora giocarsi qualche chances. Ed infatti, il 6 luglio 1941, battemmo con un netto 3-0 il Prato nella prima di ritorno; il match contro i bustocchi avrebbe segnato le sorti del girone, con la stampa nazionale che iniziava a conoscere questa nuova realtà proveniente dal profondo Meridione. Qui, purtroppo, avvenne un fatto che condizionò ulteriormente il cammino del Siracusa: a tre giorni dalla sfida di Busto Arsizio, Viani accusò un dolore muscolare e comunicò in maniera alquanto precipitosa la sua assenza nel match; a nulla servirono gli appelli di calciatori e dirigenti aretusei, consapevoli che la sua presenza sarebbe stata fondamentale per giocarsela contro i forti e blasonati bustocchi. Supposizioni di allora, alimentate da incontri privati tra Viani ed alcuni personaggi in terra lombarda, affermarono la volontà del calciatore di non “mettere i bastoni fra le ruote” alla sua ex squadra; ad oggi tutto ciò rimane un mistero, fatto sta che la Pro Patria batté gli aretusei per 1-0, anche se ciò non smorzò più di tanto l’entusiasmo dei siracusani. Del resto, delle quattro squadre convolte, ben due avrebbero ottenuto la promozione alla serie cadetta. Ad una giornata dal termine, la classifica diceva: Prato e Pro Patria 6 punti, Siracusa e Cavagnaro 4; in sostanza, però, alle prime due sarebbe bastato un pareggio. Ed infatti, come il più classico dei “biscotti sportivi”, toscani e bustocchi pareggiarono per 1-1, con tanto di festeggiamenti e reciproche congratulazioni al triplice fischio; a nulla servì la vittoria sui verdestellati genovesi per 1-0. Ennesima cocente beffa per i colori azzurri.

Altra annata, altra impresa sfiorata. Infatti la stagione 1941-42 vide una lotta a due tra Siracusa e Palermo-Juventina; quest’ultima, che aveva ereditato il blasone del Palermo radiato dalla FIGC nel 1940, ebbe la meglio sugli aretusei, sopraffacendoli di soli tre punti nella classifica finale. Palermitani, quindi, qualificati per il girone finale e leoncelli che per l’ennesima volta dovettero leccarsi le ferite; null’altro da aggiungere, a parte la vittoria casalinga sul Catania per 3-1 nell’ultima giornata di campionato (31 maggio).

Il 1942 fu anno cruciale per le sorti della Seconda Guerra Mondiale. L’Italia si trovò a un passo dal perdere definitivamente le sue colonie in Nord Africa ed i raid partiti da Malta, diretti sulle città siciliane, ebbero una frequenza sempre crescente; il porto di Siracusa, così come quello di Augusta (sede di un’importante base della Regia Marina) furono bersagli continui degli alleati.

La stagione 1942-43 partì così, sotto la minaccia dei bombardieri anglo-americani. La popolazione siciliana aveva altro a cui pensare. Tra mancanza di beni di prima necessità, mercato nero e lutti sempre più frequenti, tentava semplicemente di sopravvivere a questa tragica situazione ed il calcio, giustamente, passò in secondo piano. Tuttavia la FIGC cercò comunque di mantenere una certa normalità, per quanto fosse possibile, sulle varie attività agonistiche, aumentando i raggruppamenti di Serie C e diminuendo il numero delle partecipanti dei gironi.


Il Siracusa si ritrovò nel girone N, quasi esclusivamente siciliano, con l’unica eccezione dei calabresi della GIL Siderno. Proprio contro i biancazzurri reggini si registrò un incredibile 16-0 dei leoncelli, nel giorno dell’Ottava di Santa Lucia di quell’anno; sino ad oggi rappresenta la vittoria più imponente nella storia del Siracusa Calcio. Per la leadership del girone si ebbe una lotta a due tra gli azzurri ed il Catania, con gli etnei che alla fine la spuntarono e si qualificarono alla fase finale. Ma eravamo nel 1943 e molte partite non vennero neppure giocate a causa dei bombardamenti; molte strade furono distrutte dai bombardieri alleati. Fu il caso di due partite casalinghe annullate del 14 e del 28 febbraio 1943, rispettivamente contro la Passamonte Messina e l’Agrigento. In quei giorni la città di Archimede subì pesanti bombardamenti. In particolare nel pomeriggio del 27, alla vigilia della sfida contro la città della Valle dei Templi, venne preso di mira il quartiere Borgata, causando quasi sessanta morti solamente tra Piazza Santa Lucia e le strade limitrofe; gli ordigni incendiari non risparmiarono nemmeno lo stadio aretuseo, vero bersaglio del raid, i quali ne scalfirono leggermente la parte retrostante della tribuna centrale (il grosso della bombe cadde tra la piazza e Via Piave). Alla fine della stagione, gli azzurri arrivarono secondi ma con due partite in meno mai recuperate. Nel corso dell’estate del 1943 gli alleati sbarcarono in Sicilia ed il calcio a Siracusa, così come nel resto della Sicilia, si prese una pausa fino a quando le ostilità furono cessate.




Rudi Miceli

Vedi anche
Stagioni: 1939-40 ~ 1940-41 ~ 1941-42 ~ 1942-43 ~ ~ Calciatori: Giuseppe Ferruccio Viani ~ Silvio Mazzoli ~ Allenatori: Giovanni Vecchina ~ Giuseppe Ferruccio Viani