Il leonpardo (2ª parte)

2004-05: se vogliamo che tutto resti com'è, bisogna che tutto cambi
Fabrizio Syd Santuccio

Le ultime partite della stagione furono giocate con la tranquillità di chi deve semplicemente mantenere un buon vantaggio e prepararsi per i play off. Arrivando alle spalle di Modica, Sapri e Paganese, avremmo giocato la semifinale contro gli azzurrostellati, la prima in casa e la seconda in trasferta. Se al termine dei 180' il risultato fosse stato di parità, sarebbe passata la meglio qualificata, la Paganese.


La partita d'andata fu una tra le più emozionanti di tutti gli anni di dilettantismo che seguirono il tracollo del '95, lo stadio non fece registrare il tutto esaurito, ma l'affluenza fu elevatissima e la coreografia in curva fu veramente molto bella. A passare in vantaggio, però, fu la Paganese con un rigore di Gaetano Romano.

La reazione del pubblico sugli spalti, l'incessante incitamento alla squadra, furono probabilmente determinanti per trasmettere alla squadra la voglia di reagire. Con una pregevole sforbiciata il capitano Giovanni Pisano riuscì a trovare il pareggio e lo stadio esplose di gioia. Si andò all'intervallo sul punteggio di 1-1.

Al quarto d'ora della ripresa il netino Francesco Montalto con un gol di stinco portò in vantaggio gli azzurri e nei minuti di recupero Giovanni Pisano fu furbo a conquistare un calcio di rigore e bravo a realizzarlo, chiudendo la partita sul 3-1. Al triplice fischio più che di festa sarebbe corretto parlare di tripudio: 2 gol di vantaggio non sono tantissimi, ma rappresentano comunque un bottino importante.

Del ritorno, più che della partita, purtroppo bisogna parlare di fatti extra calcistici. Il pullman della squadra, giunto a Pagani, fu assalito da tifosi della Paganese che rubarono i borsoni, sfondarono i vetri e tirarono petardi dentro il pullman. Antonino Di Dio fu ferito al timpano dall'esplosione e fu portato in ospedale. Quando i calciatori raggiunsero lo spogliatoio, lo trovarono pieno di acido muriatico. Peter Nnamani Namdi si sentì male, andò anche lui in ospedale. La partita iniziò in ritardo perché chi aveva rubato i borsoni, tardò a far avere alla squadra i completini per poter giocare. L'arbitro e la commissione furono avvisati di tutto, la partita si giocò pro forma, ma anche durante i 90 minuti non mancarono fatti degni di nota. Il portellone di accesso agli spogliatoi veniva chiuso quando il risultato sorrideva agli ospiti, per essere riaperto quando a passare il turno erano i padroni di casa. Sul campo finì 4-2 per la Paganese e al triplice fischio i tifosi di casa invasero il campo e bruciarono alcune maglie del Siracusa. L'indomani si ebbe la notizia del 3-0 a tavolino per il Siracusa, che quindi veniva ammesso alla finale con il Sapri.


Il Sapri era probabilmente la migliore squadra del torneo, per molti era quella che più del Modica meritava la promozione diretta in serie C2. Formazione piena di autentici lussi per la categoria, che venne a Siracusa a giocare una partita di gran livello, per nulla intimorito da un Nicola De Simone pieno fino all'orlo.

La zampata vincente invocata dalla curva arrivò nei minuti di recupero, ad opera del solito Giovanni Pisano che firmò la 17ª rete in stagione, per la gioia del pubblico.

Nella partita di ritorno, però, i padroni di casa si fecero valere davanti uno stadio che, seppur piccolo, era pieno in ogni ordine di posto. Specialmente nel settore ospiti, dove c'erano due file di spettatori su ogni gradone.

Il Sapri andò in gol 3 volte, il Siracusa trovò il gol della bandiera solo a pochi minuti dalla fine, con Paolo Zirafa.

Nella graduatoria per i ripescaggi in C2 andò il Sapri che ovviamente non venne ripescato perché il punteggio in graduatoria fu bassissimo, essendo un comune di appena 5.000 abitanti. Probabilmente il Siracusa, accedendo a quella graduatoria, avrebbe avuto migliori fortune, ma il verdetto del campo, amaro per quanto possa essere, era chiaro e, a dire il vero, giusto.

A fine stagione, come sempre, si fa il bilancio della stessa e si cerca di capire cosa sia andato storto per provare a correggere il tiro in vista della stagione successiva. Affidare la squadra ad un allenatore di cui non si ha piena fiducia è sempre un grave errore, Apuzzo ne ha pagato le conseguenze prima ancora di capire se il male della squadra fosse lui o meno. Il Siracusa ha avuto per tutta la stagione grossi problemi sulla fascia sinistra, dove Michele Boemia non ebbe un rendimento all'altezza e Alessandro Daniele andava sicuramente sostituito con qualcuno tecnicamente più valido. Nella mancata sostituzione del calciatore c'è la responsabilità dell'allenatore Gaetano Auteri che non volle nessuno e del direttore sportivo Antonio Marletta che non prese comunque un calciatore che potesse assicurare un rendimento migliore.

L'intelaiatura della squadra, sicuramente molto valida, venne persa un po' per la regola degli juniores che fa slittare di un anno la classe dei giovani, un po' per l'arrivo di un nuovo direttore sportivo, con la conseguente rivoluzione nell'organico. Una stagione che poteva segnare un cambiamento importantissimo per il calcio siracusano ma che ha avuto il solito amaro finale. E qui torna utile la citazione di Tomasi di Lampedusa: si cambia tutto, ma non cambia nulla.


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Fabrizio Syd Santuccio

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Stagioni: 2004-05 ~ Calciatori: Maurizio Intagliata ~ Gianluca Filicetti ~ Francesco Montalto ~ Paolo Zirafa ~ Rosario Genova ~ Giovanni Pisano ~ Allenatori: Gaetano Auteri ~ Presidenti: Luigi Salvoldi ~ Partite: Siracusa - Paganese ~ Paganese - Siracusa ~ Siracusa - Sapri ~ Sapri - Siracusa