Lunghissima stagione, ennesima delusione (2ª parte)

2006-07: ben 52 partite e 101 gol, ma il finale è sempre amaro
Fabrizio Syd Santuccio

I play off avevano un regolamento che, almeno nella parte iniziale, premiava molto la meglio qualificata, la quale disputava l’incontro secco in casa e passava il turno anche con il pareggio. Occorre ricordare che vincerli, come per la coppa Italia, non garantiva la promozione in C2 ma poneva la vincitrice e la finalista sconfitta in cima alla graduatoria dei ripescaggi per altrui fallimento. Furono, come sempre, una competizione a parte, dove tutto ciò che si era fatto nel corso della stagione si annullava e, oltre i primi due turni dove la classifica contava eccome, più che altro diventava importante lo stato psicofisico della squadra. Nel Siracusa tutto sembrava aggiustarsi, tranne i rapporti tra la tifoseria e il giocatore più importante, Gaetano Romano. Le cose si erano messe male già durante il campionato, quando il calciatore aveva rimediato alcune giornate di squalifica sputando addosso a qualche malcapitato avversario. Non aveva di certo giovato qualche prestazione negativa nel momento cruciale della stagione.

Tornando a parlare dei play off, per effetto del terzo posto in classifica, la prima sfida contro il Cosenza, quarto in classifica, si giocò al De Simone. L’incontro fu piuttosto teso dopo il gol del pareggio degli ospiti, perché diede loro il coraggio per provare il colpaccio e le energie per sfiorarlo. Ma Lombardo aveva trasformato un insieme di uomini in una squadra vera che seppe restare unita, riportarsi in vantaggio e chiudere l’incontro per 3-1.

A sorpresa la finale del girone la giocammo contro il Savoia che da quinto in classifica aveva espugnato il campo dell’Angri che aveva chiuso al secondo posto. Si giocò, quindi, di nuovo al De Simone. L’atmosfera finalmente fu quella dei grandi eventi: il silenzio di protesta di 7 giorni prima fu spazzato via da cori e incitamenti e il Siracusa, passato in vantaggio al 13’, riuscì a controllare l’incontro concedendo qualcosa agli oplontini senza però mai rischiare l’eliminazione.

I nostri play off si estesero quindi alla fase nazionale, il triangolare che per noi fu contro i temutissimi campani dell’Aversa Normanna e i friulani dell’Itala San Marco.

Giocammo la prima partita del triangolare in casa contro l’Aversa e, in una spettacolare cornice di pubblico, gli azzurri disputarono la migliore prestazione dell’intera stagione. Il risultato finale di 3-1 poteva anche essere più ampio, ma da un certo punto di vista fu anche una benedizione perché i campani nel turno successivo, sentendosi ancora in corsa per la vittoria dei play off, vinsero 3-0 contro l’Itala. La 50ª partita della stagione, a Gradisca d’Isonzo, la giocammo contro una squadra già praticamente fuori dai giochi (avrebbe dovuto vincere con 4 gol di scarto per passare il turno) e rientrava in squadra Romano, assente nelle prime tre partite vinte. La sconfitta per 1-0 che portammo a casa fu più che sufficiente per andare in semifinale. Non vi fu neanche l’incubo di venire eliminati, in favore dell’Aversa, se avessimo subìto il secondo gol: l’Itala nei minuti finali non forzò la ricerca di un gol inutile e al triplice fischio arrivammo tesi, ma neanche troppo.

La semifinale di andata al De Simone contro la fortissima Sibilla Cuma, seconda nel girone G, si giocò nervosamente anche per via della definitiva rottura tra un impalpabile Romano, in campo dal primo minuto, e la tifoseria. Gli ospiti si imposero per 1-0 costringendoci all’impresa nella partita di ritorno, privi del più forte attaccante che avevamo in rosa, andato via dalla città.

La semifinale di ritorno chiuse la stagione più lunga della storia del Siracusa, con 52 partite giocate, e anche quella in cui segnò più gol: ben 101. Due di questi li fece nei primi 50 minuti della sfida di Bacoli ma la Sibilla riuscì presto a dimezzare lo svantaggio, poi a pareggiare. A nulla valsero gli sforzi nei minuti finale, il gol non arrivò e in finale ci andò la Sibilla Cuma, per perderla ai rigori contro il Casale.

34 partite di campionato, 12 di coppa e 6 di play off, 28 vittorie, 11 pareggi e 13 sconfitte, 101 gol segnati e 59 subiti, tutto per restare in serie D.

A rendere meno amara la delusione fu la totale assenza di ripescaggi in serie C: i play off valsero solo per partecipare gratuitamente al campionato dilettantistico successivo per le due finaliste. I dilettanti sono un inferno da cui si fa una gran fatica a uscire.

Nonostante la campagna acquisti maestosa non si riuscì a trovare un portiere juniores di livello pari al resto della squadra. Ci volle il cambio di allenatore per trovare, dopo tre quarti di stagione, la formula giusta dei titolari in difesa e a centrocampo. L’infortunio di Ferrara passò in secondo piano grazie all’ottimo Palumbo e ai numeri incredibili dei suoi compagni d’attacco, ma gli attriti tra Romano (e altri) e la tifoseria di sicuro non furono positivi per l’esito della stagione. Il campo fu un giudice spietato e il portafogli pianse il fallimento su 3 fronti, ma alcuni calciatori rimasero e si riuscì a fare una buona squadra anche per la stagione successiva, nonostante il budget limitato. Unica soddisfazione della stagione fu la vittoria dello scudetto juniores dei dilettanti, ottenuto anche con l’impiego di alcuni juniores della prima squadra.


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Fabrizio Syd Santuccio

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Stagioni: 2006-07 ~ Calciatori: Sandello Alletto ~ Carmelo Bonarrigo ~ Giacomo Bontempo ~ Angelo Casadei ~ Vincenzo Chiariello ~ Domenico Costanzo ~ Luigi Giovanni D'Aniello ~ Maurizio De Pascale ~ Gennaro Di Maio ~ Giuseppe Dima Ruggiano ~ Giancarlo Ferrara ~ Giovanni Iodice ~ Alex Lieti ~ Antonio Longobardi ~ Donatello Marcosano ~ Fabio Nuvoli ~ Roberto Palumbo ~ Luca Pannozzo ~ Gaspare Pellegrino ~ Maurizio Perrelli ~ Gaetano Romano ~ Giuseppe Tomacelli ~ Allenatori: Paolo Lombardo ~ Presidenti: Luigi Salvoldi ~ Partite: Siracusa - Cosenza ~ Siracusa - Savoia ~ Siracusa - Aversa Normanna ~ Itala San Marco - Siracusa ~ Siracusa - Sibilla Flegrea Bacoli ~ Sibilla Flegrea Bacoli - Siracusa